Poggibonsi

Sicuramente non ha il fascino di San Gimignano e Monteriggioni o il panorama di Volterra, ma Poggibonsi è stata e tuttoggi è un centro nevralgico della Val d'Elsa, un crocevia che ha visto l'avvicendarsi di eserciti, storie e commerci.

LA STORIA

L'insediamento originale posto su uno dei due poggi che dominano la vallata fu distrutto dai fiorentini già prima del XII secolo, da allora la popolazione ha ricostruito più a valle e col tempo Poggibonsi è tornata ad essere un importante snodo commerciale.

Subì gli scontri tra Guelfi e Ghibellini e successive distruzioni fino a che Lorenzo il Magnifico, non pensò di fortificare questo crocevia con una fortezza inespugnabile, la fortezza del Poggio Imperiale. Il Cassero come viene chiamato ancora oggi, non è mai stato concluso e ha rivestito un ruolo marginale negli scontri successivi fino alle definitiva sottomissione di Siena a Firenze e alla conseguente perdita del valore strategico e militare della città.

Il paese a valle, la Poggibonsi di oggi, è perlopiù, da un punto di vista architettonico il frutto del boom del secondo Dopoguerra. Infatti, a causa della posizione strategica e soprattutto della ferrovia, che passava da qui e poteva portare rifornimenti e informazioni, Poggibonsi venne distrutta per il 70% dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

SAN LUCCHESE

La chiesa di San Lucchese è una grande chiesa francescana in stile romanico. Sia a livello architettonico che per questioni più prettamente teologiche ha un grande fascino.

In particolare, la storia di Lucchese ha dei tratti in comune con quella di Francesco, oltre al fatto che davvero i due si siano conosciuti in vita e abbiano rivestito un ruolo importante l'uno per l'altro. Infatti, Lucchese, inizialmente uomo d'armi, dopo essersi trasferito a Poggibonsi e aver preso moglie là era diventato mercante, un mercante molto importante in Toscana e molto avaro.
A seguito della morte dei figli però, insieme alla moglie, iniziò a prendere sul serio i dettami della religione cristiana. Da alcune testimonianze sembrerebbe che Lucchese e Francesco si siano conosciuti tramite i commerci, e che solo in seguito a questa conversione, Lucchese abbia chiesto a Francesco una regola, una norma cristiana, simile a quella che Francesco aveva già elaborato per Santa Chiara. A quanto pare, da questa richiesta sarebbe nato la Regola del cosiddetto Terz'ordine francescano, pensata per chi non poteva seguire i tre voti francescani di castità, obbedienza e povertà.

Attualmente San Lucchese è il patrono di Poggibonsi, che viene celebrato il 28 di Aprile con una festa ancora molto sentita che si svolge tra il parco adiacente alla Fonte delle fate e la chiesa a lui intitolata, e prevede dei fuochi nella notte precedente.
I poggibonsesi chiamano San Lucchese in modo bonario "i' secco" (dialetto per dire "una persona molto magra") in riferimento alle spoglie del santo che ogni anno in occasione della festa del patrono vengono trasportate in processione.

POGGIOBONIZIO E FORTEZZA MEDICEA DI POGGIO IMPERIALE

Qui si trova la collina dove agli inizi del 1100 fu costruita una nuova città chiamata appunto Poggiobonizio. La cittadela subì la distruzione fiorentina e solo con Lorenzo il Magnifico nel 1400 vide l’inizio di un cantiere per la costruzione della Fortezza Imperiale. Questa opera grandiosa ma mai portata a termine, voleva essere un imponente baluardo a sud di Firenze, costruito con moderne tecniche.

Sulla collina del poggio imperiale, da poco completamente ristrutturata, è stato creato un cammino pedonale e il cosiddetto "Archeodromo". A seguito di una serie di scavi archeologici ancora in corso, sono state ritrovate le fondamenta dell'antico villaggio e in base alle indicazioni fornite sono state ricreate delle capanne del tutto simili a quelle che dovevano essere presenti nei primi insediamenti nella zona.

Di tanto in tanto, vengono anche fatte delle rievocazioni storiche con figuranti che mostrano come doveva essere la vita nell'antico villaggio di Poggiobonizio.

LA FONTE DELLE FATE

La Fonte di Vallepiatta, detta delle Fate, è l'unico reperto architettonico della distrutta Poggiobonizio. Questa grande fontana pubblica, la più grande per dimensione di tutto il territorio senese, riscoperta nel 1830, dopo che era stata interrata nel 1484 con la costruzione della Fortezza, fu riportata allo stato originale e completamente restaurata grazie ad un recente intervento. La fonte era ed è alimentata dal vasto impluvio sovrastante, attraverso una lunga serie di gallerie e cunicoli. Nel 2000 é stata accostata alla Fonte un opera di arte moderna di Mimmo Paladino, "i dormienti", composta da 25 sculture adagiate sull'acqua.

I DINTORNI


STAGGIA SENESE

Questo piccolo borgo ha già festeggiato i mille di vita! Residenza di importanti famiglie fin dalla sua creazione, Staggia ha subito la guerra fra Siena e Firenze pagando con la distruzione della fortificazioni l’alleanza senese. Ricostruito all’inizi del trecento, il castello conserva ancor oggi l'impianto urbanistico della sua prima fortificazione, caratterizzata da una cerchia muraria imponente, da una strada centrale fra le due porte principali e da altre stradine parallele. L'antica pieve romanica di Santa Maria, al centro del borgo, fu purtroppo completamente snaturata alla fine del diciannovesimo secolo.

CASTELLO DI STROZZAVOLPE

Questo castello è uno dei più suggestivi della Val d’Elsa. Rimasto praticamente intatto nella sua struttura originale, Strozzavolpe prende il nome dalla leggenda che vuole la costruzione del castello ostacolata da una volpe ferocissima e terminata solo dopo l’uccisione di questa. Il castello conserva ancora il perimetro irregolare delle mura medievali, all'interno si accede per un ponte levatoio e da una porta che passa sotto un'alta torre merlata, ricostruita in parte nel secolo scorso. Oggi è sede di abitazione di privati, visitabile su richiesta. e nei suoi saloni ospita una bella collezione di armi antiche.

CHIESA DI SANT'ANDREA A PAPAIANO

Una delle più antiche costruzioni romaniche della zona, documentata prima dell’anno mille.

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